Messaggio del Papa Emerito Benedetto XVI per la 47ª Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
"Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi d'evangelizzazione."
Il tema è stato offerto da papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali come strumento. È stato colto per acquisire una maggiore consapevolezza sul ruolo dei social network come spazio di esperienza reale che come cristiani non possiamo tralasciare. La comunicazione sta cambiando la nostra vita e che ancora troppa poca attenzione si sta dando a questa svolta epocale.
Settimana della comunicazione 2013

Paoline e Paolini hanno ufficializzato l’Immagine che caratterizzerà tutte le iniziative che realizzeranno in collaborazione con diocesi, parrocchie, associazioni e Comuni. L’immagine, a cura dell’AtelierGuckArte di Milano, evidenzia l’interconnessione dei vari social network, con al centro il cellulare e il logo dell’Anno della fede. Ma i veri protagonisti sono i due ragazzi che, pur immersi nei simboli che accompagnano le loro giornate, sono sereni perché capaci di equilibrio, intelligenza e misura verso la Rete: connessi ma liberi!
di Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica
L'ambiente digitale è uno spazio di esperienza reale. I social network non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione, ma luoghi da abitare perché «L'ambiente digitale - scrive il Papa - non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani».
Abitare significa inscrivere i propri significati nello spazio. Ed è proprio questa la sfida: inscrivere i significati e i valori della nostra vita nell'ambiente digitale, e anche capire che cosa la rete ci insegna sul modo di pensare la fede oggi. Siamo chiamati, dunque, a vivere bene sapendo che la rete è parte del nostro ambiente vitale, e che in essa ormai si sviluppa una parte della nostra capacità di fare esperienza.
In rete si pensa insieme e si condivide la ricerca. Nel suo Messaggio il Papa afferma che lo sviluppo delle reti sta «contribuendo a far emergere una nuova "agorà", una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità». La rete dunque è un luogo in cui si esprime la ricerca dell'uomo, il suo desiderio di verità e i suoi interrogativi di senso.
In rete si vive un coinvolgimento interattivo con le domande degli uomini. Il Pontefice indica il rischio più insidioso: quello di conversare soltanto con coloro che già condividono le nostre visioni. E invece - scrive - «dialogo e dibattito possono fiorire e crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse dalle nostre».
La riflessione sulla comunicazione che la Chiesa sta portando avanti in questi anni si interroga non su tecniche e modelli, ma sulla vita dell'uomo al tempo in cui l'ambiente digitale ha impatto sulla nostra percezione della realtà , di noi stessi e sulle nostre relazioni. Non si testimonia il Vangelo in rete limitandosi a inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, chiudendosi alle domande vere e urgenti, ai dubbi e alle sfide degli uomini d'oggi. Al contrario il Papa ribadisce la necessità ad essere disponibili «nel coinvolgerci pazientemente e con rispetto nelle loro domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del significato dell'esistenza umana».
Occorre dunque superare la logica degli steccati, delle contrapposizioni, dei gruppi chiusi e autoreferenziali che alla fine paradossalmente la rete rischia di fomentare. Se il Papa ha deciso di unirsi alla conversazione che avviene via twitter è proprio per esprimere un segno di attiva partecipazione ai dibattiti, alle discussioni e dialoghi degli uomini del nostro tempo che oggi sono sempre più veicolati dai network sociali.
























